La scelta dell’abito
Tutto, quel giorno, dovrà essere perfetto. I fiori, la musica, l’atmosfera. Ma c’è qualcosa che più di ogni altra attirerà gli sguardi degli invitati, parenti e amici. Qualcosa che rimarrà nella memoria per tutta la vita, impresso attraverso il tempo nelle fotografie e nei ricordi: l’abito.
Non è semplice la scelta dell’abito per il giorno del sì, e soprattutto, non è una scelta dettata solo dal gusto o dalla moda. È, in fondo, una sensazione: l’abito giusto bisogna sentirselo addosso. Un abito è capace di regalare grandi emozioni, ma soprattutto riesce a rivelare la personalità di chi lo indossa, esprime una parte di sé.
Come le spose che indossano le creazioni dell’Atelier Aimée: chi vuole vivere una favola all’insegna del buongusto senza rinunciare a quel tocco di magia e di romanticismo, ha trovato pane per i suoi denti. Organza, seta sfumata o di mikado, duchesse e taffetà, pizzi francesi come chantilly, valencienne, macramè. Ma a rendere davvero unici questi modelli sono le famose fasce: blu, pizzi neri, laccetti rossi del corsetto avorio, introdotti per la prima volta proprio da questa azienda, che ha sede in via Montenapoleone, a Milano, ma con atelier in tutta la penisola, Verona compresa (via Cappello). Ad aprire le danze tra le nuove collezioni, “Nel giardino dei Sogni”: le spose che indossano questi abiti incarnano principesse fatate. Gonne a petali di organza su corsetti lisci oppure ricamati con graziosi fiorellini in tutte le nuance: dall’avorio all’azzurro, al rosa
intenso, al giallo per le più romantiche. Ricami esclusivi completano la collezione dedicata alle spose sofisticate che preferiscono la preziosità e l’unicità dei ricami a mano, le finiture sartoriali e la raffinatezza dell’avorio. Più ricercata la collezione “Principessa Sissi”. Dalla magnificenza dell’atmosfera viennese, la magia delle carrozze, dei lampadari e dei balli, nascono abiti con delicatissimi ricami a pettine color cipria, ricami di pietre dure nelle nuance del glicine, rosa e perla, importanti scollature impreziosite con bordure di pizzo chantilly, cappucci bordati di pelliccia e nastri di raso di seta. “Nel museo dell’amore” è la collezione Aimée ispirata ai drappeggi delle vesti delle dee e delle ninfe scolpite da Canova. Il glicine è il nuovo colore, proposto sulle rose e sui glicini, sulle fasce di duchesse e in sfumature sulle organze di seta, le stampe e le garze. Nicole Spose invece propone la collezione Colet. Seducente e giovane la collezione Colet 2010 detta la tendenza e conquista un target trasversale. Concorrenziale nella proporzione qualità prezzo, l’azienda mira ad essere leader nel mercato sposa.
Nicole Spose ha diversi showroom in Italia: da quello a via Montenapoleone a Milano, ai tre punti vendita a Manto, Centallo e Alba, a cui si è aggiunto un nuovo prestigioso showroom a Torino. Il pregio di Nicole Spose è senz’altro quello di saper unire antiche tradizioni del ricamo a linee giovani e fresche: i particolari sanno delle tradizioni di un tempo, e questo grazie ai pizzi francesi e alle migliori sete italiane. Ma Nicole Spose riesce anche a dare vita, nello stesso tempo, a modelli sempre originali, di classe, eleganza e raffinatezza. Poi c’è Jolie, altra linea proposta da questa azienda. Fresca ed essenziale la sposa Les Jolies si identifica nell’eleganza, nella semplicità e nella pulizia. Alessandra R. invece è la collezione per le spose che vanno subito al sodo, sicure di sé e …. fashion addicted: chi indossa un abito della collezione Alessandra R. è sicuramente una sposa moderna, protagonista e attuale. Preziosi ricami su linee morbide in seta pura la eleggono icona mondiale di stile.
Raffinatezza e moda sono le parole d’ordine per i modelli proposti dall’atelier Antonella del Brusco (Milano). Il suo atelier accogliente è davvero un punto di riferimento per chiunque voglia per il suo matrimonio un vestito di grande prestigio. Ecco quindi direttamente dalle copertine patinate, e sogno di moltissime spose, i modelli della collezione Vera Wang e quelli di Jenny Packham Sposa. Tra gli abiti di quest’ultima stilista, presentati nelle sfilate tenutasi al Gattopardo Caffè di Milano per la presentazione della collezione 2010 spiccano Lucetta, abito in doppia georgette di seta con bustier drappeggiato illuminato da ricamo in Swarovsky; Portia, in charmeuse di seta, con una linea a sottoveste con inserto in chiffon di seta ricamato sul seno. Per Beatrice, la stilista Jenny Packham ha pensato a un abito in chiffon di seta con una profonda scollatura sul davanti, sottolineata da un prezioso ricamo a mano (per Informazioni contattare Antonella Del Brusco Milano tel.02799 906).
Se si parla di novità, non si può escludere la maison Magnani: l’azienda ha presentato nelle collezioni sposa, l’abito dual dress. È un abito da sposa “staccabile”: togliendo la parte della gonna diventa un abito da cerimonia che può essere riportato anche per altre occasioni. Nel giorno più bello, l’abito da sposa si trasforma facendoti vivere da protagonista la festa e poi...le occasioni speciali. Mai così diverso, ma uguale. Due in uno l’abito Dual dress by Magnani rivela un’anima insospettabilmente eclettica.
Non solo per lei. Anche per lui quel giorno dovrà essere speciale. E con gli abiti proposti da Luciano Soprani nella sua nuova collezione non potrà essere altrimenti. La collezione calza benissimo l’uomo moderno, che ama i dettagli, i materiali pregiati e una vestibilità che unisce in perfetto equilibrio comodità ed eleganza. La griffe Luciano Soprani si identifica nel suo creatore: uno stile pulito, essenziale, decisamente rassicurante, recupero sartoriale nelle linee e nei volumi, meticolosa ricerca dei materiali, puntigliosa attenzione ai cambiamenti e alle evoluzioni. Una moda dolce, ma mai “urlata”: questo in sintesi lo stile inconfondibile che caratterizza tutte le creazioni Luciano Soprani e che lo hanno riconfermato uno dei marchi di punta dell’Italian Style.