Sposami a Verona
Il matrimonio civile a Verona diventa più elegante. Il Comune, infatti, nell’ambito del progetto Sposami a Verona, ha deciso di mettere a disposizione per le unioni non religiose alcune prestigiose cornici: l’amatissima Casa di Giulietta (in via Cappello), Sala Arazzi a Palazzo Barbieri, Sala Guarienti presso la Tomba di Giulietta e, infine, la Loggia Barbaro nella Torre del Capitanio (Piazza dei Signori).
Mentre l’amministrazione punta a valorizzare il patrimonio artistico e culturale della città, numerosi innamorati vedranno amplificata la portata immaginifica del sì eterno più antico e desiderato del mondo. Poco andrebbe detto sulla Casa di Giulietta, meta inesausta di pellegrinaggi d’amore. Da sempre simbolo di sentimento impossibile e tormentato, oggi si fa luogo di suggello imperituro. L’edificio, risalente al secolo XIII, fu a lungo proprietà della famiglia Cappello, il cui stemma si staglia all’interno del cortile.
L’impianto duecentesco a corte interna, con passaggi porticati verso la strada, si eleva per quattro piani, al primo dei quali si apre la sala più rappresentativa, ricomposizione spaziale dello sfondo de L’addio di Romeo a Giulietta che Hayez consegnò alla storia nel 1823. Sulle pareti delle altre sale ricorrono forme quadrilobate tipiche delle decorazioni trecentesche, intrecci geometrici raccordati da elementi romboidali e intercalati da rosette centrali si affiancano agli affreschi imperniati su un reticolo ortogonale.
Nel cortile, come è noto, è collocata la femmina bronzea più abbracciata di sempre, novella Nike cui Nereo Costantini ha donato la dolcezza di un volto. Diversa, ma non meno evocativa, l’atmsofera del Municipio, in Piazza Bra, accanto all’Arena, chiamato anche palazzo Barbieri, dal nome del suo progettista, l’ingegner Giuseppe Barbieri (1778-1838). L’edificio, tipicamente neoclassico, affida alle grosse colonne sulla facciata il ricordo di un tempio greco. Nell’opera che successivamente su di esso l’uomo non ha smesso di apporre si leggono segnali austriaci e poi l’italica gloria, scalfita dai bombardamenti del 1945, sapientemente ricuciti dagli architetti Benatti e Troiani.
Nella sala di rappresentanza detta degli Arazzi, dove vengono celebrate le nozze, si possono ammirare la grande tela della Cena in casa di Levi di scuola del Veronese e la Vittoria dei Veronesi e di tutta la «Lega» a Vaccaldo di Vigasio nel 1164, contro Federico Barbarossa, opera di Paolo Farinati (1598). La cornice più amata dai veronesi per i matrimoni civili rimane nell’exconvento dei Frati Minori, edificato nel 1230, oggi sede del Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”. Qui le
nozze sono celebrate nella Sala Guarienti che conserva gli affreschi ispirati al tema dell’amore di Paolo Farinati, datati 1560 – 1570, staccati dalla sala di identiche dimensioni di casa Guarienti ai Filippini.
Nella cripta del chiostro dell’exconvento è collocato il sarcofago che secondo la tradizione custodì il corpo di Giulietta. «una tomba? oh no, un faro.... poiché qui giace Giulietta e la sua bellezza illumina questa cripta di eterna luce.» (William Shakespeare - Romeo e Giulietta – atto V, scena III).